In ritardo perenne peggio del Bianconiglio di Alice, appunto qui questo link per non perderlo:
http://www.freddynietzsche.com/2006/08/lonely_people_venezia.php
lunedì, giugno 25, 2007
mercoledì, giugno 20, 2007
domenica, giugno 17, 2007
Piccoli Frammenti di Immortalità
Stamattina a colazione, accendiamo distrattamente la tv, c'è un film su canale 5, credo "sul lago dorato" o qualcosa del genere. Warren Beatty, Kathrine Hepburn e...e...non ricordo il nome dell'altra attrice. Mi sforzo di ricordarlo (Naomi Watts? le somiglia...)
Ed ecco.
Mentre mi concentro, a mia madre scappa da ridere, e dice che nello sforzo di ricordare, ho fatto una smorfia con la bocca che faceva anche mio padre. (ovviamente, non sarò mai in grado di ripeterla volontariamente...)
Ed è bello pensare che in qualche maniera, in un modo più profondo della semplice trasmissione del patrimonio genetico, porto avanti un pezzetto di lui.
Ed ecco.
Mentre mi concentro, a mia madre scappa da ridere, e dice che nello sforzo di ricordare, ho fatto una smorfia con la bocca che faceva anche mio padre. (ovviamente, non sarò mai in grado di ripeterla volontariamente...)
Ed è bello pensare che in qualche maniera, in un modo più profondo della semplice trasmissione del patrimonio genetico, porto avanti un pezzetto di lui.
Lode Eterna Alla Mente Immacolata
E' domenica sera e - Halleluja! - in tv alle 23.30 c'è finalmente un bel film...mi riguardo il grande Jim Carrey e la bellissima Kate Winslet, chissà cosa sognerò stanotte dopo una storia simile, così triste ma intensa...
San Valentino è una festa inventata dai produttori di cioccolatini
San Valentino è una festa inventata dai produttori di cioccolatini
giovedì, giugno 14, 2007
giovedì, maggio 31, 2007
mercoledì, maggio 30, 2007
Esami
[il brano che segue è scritto - come al solito - di notte, e costituisce un'alternativa pigra ed esibizionista di un diario. lo scrivo per il bisogno di liberarmi dalle emozioni di oggi, ma il post potrebbe autodistruggersi nei prossimi giorni. cercherò di non violare la privacy delle altre persone coinvolte, anche se il contesto è abbastanza chiaro...]
Si dice "gli esami non finiscono mai". E degli esami all'università ricordo soprattutto l'ansia per le scadenze. Ora non ho più esami da dare, ma oggi - solo per un attimo - ho provato una sensazione che non provavo da tempo: il desiderio di poter rinviare (di qualche ora, di qualche giorno), una verifica, un momento della verità.
Poi si cresce, eccheccazz, ci si dice "Enzo, fai l'uomo!", si deve passare alla cassa e pagare...
E quindi sono andato.
Ho fatto il mio primo turno di servizio.
In pediatria.
Una parte di me pensava "noooo!! non ce la farò mai! voglio tornare al corso! non sono ancora pronto, devo esercitarmi! "
E invece, pronti, via!
E' stato molto bello, anche se non come mi immaginavo.
Non lo immaginavo così, per esempio, il mio primo bambino. Anche perchè non è stato mio. Questa è la cosa bella del lavoro di squadra, che in questo tipo di impegno raggiunge secondo me una forma sublime. Mentre in tutti i team di solito i componenti lavorano insieme per un obiettivo sì comune, ma di cui beneficiano i membri stessi della squadra (si pensi a un gruppo di lavoro qualsiasi), qui invece il gruppo lavora per la buona riuscita di qualcosa che serve a persone esterne al gruppo...
Ok, tutto bello, divertente, spassoso...E poi sono stato fortunato perchè siamo capitati in situazioni facili, nessuna patologia particolare...e i miei colleghi sono stati super, con invenzioni troppo divertenti!
Ma poichè sono sempre iper.critico, passo alle note negative.
Non partecipo. Ho goduto anche io del buon lavoro degli altri, mi sono divertito come se fossi stato uno spettatore, un bambino. Ma ho fatto poco o niente per gli altri. Poche battute. Poco corpo. Poche parole.
Allora c'è qualcosa che non va, e occorre mettersi lì e indagare e capire. E guardare dentro sé stessi, come al corso.
Il punto è forse questo: io non sono cambiato. Sì, il corso mi ha dato molto, mi ha fatto rendere conto di angoli che non avevo esplorato, di ricchezze da poter tirare fuori anziché lasciarle lì sotto al buio e a prendere polvere...
Il corso però mi ha illuso, illuso di poter essere diverso, migliore, più allegro...E così ho costruito il personaggio adattandolo al mio modello, a un'ipotesi di Enzo, e cercando poi di far tendere Enzo verso Pizza...E invece no! E' Pizza che deve somigliare di più a Enzo, così com'è, con tutti i suoi difetti, accentuandoli (questo è quello che fa il clown, accentua; ho la panza? bene, me ne faccio una ancora più grande e ci scherzo su!). Almeno in questa fase.
Quindi Pizza diventerà un pagliaccio silenzioso. Ovvio che dovrò sempre cercare di far ridere, altrimenti viene meno lo scopo. Ma le tecniche e l'approccio dovranno essere diversi...
C'è ancora molto da fare...altri esami da superare...
Ma già tante emozioni da ricordare.
Le risate, i palloncini, le bolle di sapone, le prese in giro con infermieri e dottori.
Un bambino che abbiamo incrociato all'uscita, quando eravamo svestiti e struccati, e non ci ha riconosciuti!
E poi, una delle cose che mi piace di più: quando sono tornato a casa e mi sono guardato allo specchio, e avevo ancora il segno dell'elastico del naso. E ho pensato: quando ti infili il naso a inizio servizio, cambi personalità, indossi la maschera, il tuo scudo, quasi come un supereroe che si trasforma. Quando lo togli, viceversa, non va via subito; il personaggio resta con te per un po', a farti riassaporare tutto quello che hai visto e fatto. La tua seconda faccia va via lentamente, come il segno di un elastico.
Si dice "gli esami non finiscono mai". E degli esami all'università ricordo soprattutto l'ansia per le scadenze. Ora non ho più esami da dare, ma oggi - solo per un attimo - ho provato una sensazione che non provavo da tempo: il desiderio di poter rinviare (di qualche ora, di qualche giorno), una verifica, un momento della verità.
Poi si cresce, eccheccazz, ci si dice "Enzo, fai l'uomo!", si deve passare alla cassa e pagare...
E quindi sono andato.
Ho fatto il mio primo turno di servizio.
In pediatria.
Una parte di me pensava "noooo!! non ce la farò mai! voglio tornare al corso! non sono ancora pronto, devo esercitarmi! "
E invece, pronti, via!
E' stato molto bello, anche se non come mi immaginavo.
Non lo immaginavo così, per esempio, il mio primo bambino. Anche perchè non è stato mio. Questa è la cosa bella del lavoro di squadra, che in questo tipo di impegno raggiunge secondo me una forma sublime. Mentre in tutti i team di solito i componenti lavorano insieme per un obiettivo sì comune, ma di cui beneficiano i membri stessi della squadra (si pensi a un gruppo di lavoro qualsiasi), qui invece il gruppo lavora per la buona riuscita di qualcosa che serve a persone esterne al gruppo...
Ok, tutto bello, divertente, spassoso...E poi sono stato fortunato perchè siamo capitati in situazioni facili, nessuna patologia particolare...e i miei colleghi sono stati super, con invenzioni troppo divertenti!
Ma poichè sono sempre iper.critico, passo alle note negative.
Non partecipo. Ho goduto anche io del buon lavoro degli altri, mi sono divertito come se fossi stato uno spettatore, un bambino. Ma ho fatto poco o niente per gli altri. Poche battute. Poco corpo. Poche parole.
Allora c'è qualcosa che non va, e occorre mettersi lì e indagare e capire. E guardare dentro sé stessi, come al corso.
Il punto è forse questo: io non sono cambiato. Sì, il corso mi ha dato molto, mi ha fatto rendere conto di angoli che non avevo esplorato, di ricchezze da poter tirare fuori anziché lasciarle lì sotto al buio e a prendere polvere...
Il corso però mi ha illuso, illuso di poter essere diverso, migliore, più allegro...E così ho costruito il personaggio adattandolo al mio modello, a un'ipotesi di Enzo, e cercando poi di far tendere Enzo verso Pizza...E invece no! E' Pizza che deve somigliare di più a Enzo, così com'è, con tutti i suoi difetti, accentuandoli (questo è quello che fa il clown, accentua; ho la panza? bene, me ne faccio una ancora più grande e ci scherzo su!). Almeno in questa fase.
Quindi Pizza diventerà un pagliaccio silenzioso. Ovvio che dovrò sempre cercare di far ridere, altrimenti viene meno lo scopo. Ma le tecniche e l'approccio dovranno essere diversi...
C'è ancora molto da fare...altri esami da superare...
Ma già tante emozioni da ricordare.
Le risate, i palloncini, le bolle di sapone, le prese in giro con infermieri e dottori.
Un bambino che abbiamo incrociato all'uscita, quando eravamo svestiti e struccati, e non ci ha riconosciuti!
E poi, una delle cose che mi piace di più: quando sono tornato a casa e mi sono guardato allo specchio, e avevo ancora il segno dell'elastico del naso. E ho pensato: quando ti infili il naso a inizio servizio, cambi personalità, indossi la maschera, il tuo scudo, quasi come un supereroe che si trasforma. Quando lo togli, viceversa, non va via subito; il personaggio resta con te per un po', a farti riassaporare tutto quello che hai visto e fatto. La tua seconda faccia va via lentamente, come il segno di un elastico.
martedì, maggio 29, 2007
Interno notte
Non ho sonno. E' da poco passata l'una, e non ho sonno. Mi succede spesso dopo l'allenamento, sarà l'adrenalina, boh, saranno le troppe energie che non riesco a incanalare in qualcosa di meglio...fatto sta che sono qui a cazzeggiare su internet mentre scarico qualche canzone...
E mi sono innamorato.
Delle pubblicità della Adidas.
La campagna "Impossible is nothing", quella di quest anno, con le storie di sport più o meno sfigate ma con lieto fine...su youtube ci sono tutte, ecco il link alla mia playlist:
http://www.youtube.com/view_play_list?p=4037DF38061CF2BF
E hanno anche delle bellissime musiche in sottofondo (ne ho riconosciute 2 di BadlyDrawnBoy...poi c'è Ed Harcourt e in un'altra gli Athlete...)
Ok, ora vado a nanna...domani commenterò un po'...avrei da scrivere altre due o tre cosette...ma me le sono annotate, e anche se passeranno di attualità, non le voglio perdere...
'notte!
E mi sono innamorato.
Delle pubblicità della Adidas.
La campagna "Impossible is nothing", quella di quest anno, con le storie di sport più o meno sfigate ma con lieto fine...su youtube ci sono tutte, ecco il link alla mia playlist:
http://www.youtube.com/view_play_list?p=4037DF38061CF2BF
E hanno anche delle bellissime musiche in sottofondo (ne ho riconosciute 2 di BadlyDrawnBoy...poi c'è Ed Harcourt e in un'altra gli Athlete...)
Ok, ora vado a nanna...domani commenterò un po'...avrei da scrivere altre due o tre cosette...ma me le sono annotate, e anche se passeranno di attualità, non le voglio perdere...
'notte!
Medioevo Occipitale
In questo pigro e piovoso weekend veneto, ho improvvisato un cineforum solitario: tra sabato e domenica ho visto, nell'ordine, tra tv e divx: Dragonheart, Shrek, Harry ti presento Sally, Casomai, Il postino suona sempre due volte e Wargames.
Pensavo: sono tutti (o quasi) film da antoniologia, per cui è d'obbligo linkare questo:
http://www.youtube.com/watch?v=GGxW5tyl6Ws
:-)
Pensavo: sono tutti (o quasi) film da antoniologia, per cui è d'obbligo linkare questo:
http://www.youtube.com/watch?v=GGxW5tyl6Ws
:-)
lunedì, maggio 28, 2007
Due Finali e Un Inizio
Quando la pigrizia regna, e scrivere nuovi pensieri è fatica, non c'è niente di meglio che attingere ai Maestri...precisazione per i lettori empatici, prima che si preoccupino per me: questi pezzi non hanno molto a che vedere col mio stato d'animo attuale (sto bene, grazie, ve lo garantisco! :-) ), semplicemente sono ritagli che mi sono capitati riordinando la scrivania...
(I primi due pezzi sono da "Cattedrale")
Tiro fuori di tasca alcune monetine. Proverò prima con mia moglie. Se risponde, le augurerò un felice anno nuovo. Niente di più. Non tirerò fuori cose serie. Non alzerò la voce. Nemmeno se comincerà a fare storie. Mi chiederà da dove sto chiamando, e dovrò dirglielo. Non le parlerò di propositi per l’anno nuovo. Non c’è modo di scherzare su questa situazione. Dopo che avrò parlato con lei, chiamerò la mia amica. Forse chiamerò prima lei. Spero solo che non sia suo figlio a rispondere. "Ciao dolcezza" le dirò. "Sono io."
(Da dove sto chiamando - Raymond Carver)
"Briglia" dico. La sollevo verso la finestra e la guardo alla luce. Solo una vecchia briglia di cuoio scuro. Non me ne intendo molto ma so che una parte entra nella bocca. E’ quella che chiamano il morso. Fatta d’acciaio. Le redini passano sulla testa e poi vengono tenute ai lati del collo con le dita. Il cavaliere tira le redini da una parte o dall’altra e il cavallo si volta. E’ semplice. Il morso è pesante e freddo. Scommetto che si imparerebbe in fretta a doverselo tenere tra i denti. Non appena lo senti tirare, sai che è ora. Sai che stai per andare da qualche parte.
(La briglia - Raymond Carver)
Perché ho fatto questo viaggio in Africa? La spiegazione non è semplice. Le mie cose andavano sempre peggio e a un certo punto erano diventate un viluppo inestricabile.Se ripenso alla mia situazione all’età di cinquantacinque anni, quando comprai il biglietto, vedo solo dolore. I fatti mi si affollano addosso, sì che ne avverto l’oppressione sul petto. Irrompono in fretta disordinata: i miei genitori, le mie mogli, le mie ragazze, la mia fattoria, i miei animali, le mie abitudini, i miei soldi, le mie lezioni di musica, i miei denti, la mia faccia, l’anima mia! Ed io urlo: “No, no, via maledetti, lasciatemi stare!”. Ma non possono lasciarmi stare. Fanno parte di me. Son cose mie. E mi si ammucchiano addosso da ogni parte. E ne viene il caos.
(Il re della pioggia - Saul Bellow)
(I primi due pezzi sono da "Cattedrale")
Tiro fuori di tasca alcune monetine. Proverò prima con mia moglie. Se risponde, le augurerò un felice anno nuovo. Niente di più. Non tirerò fuori cose serie. Non alzerò la voce. Nemmeno se comincerà a fare storie. Mi chiederà da dove sto chiamando, e dovrò dirglielo. Non le parlerò di propositi per l’anno nuovo. Non c’è modo di scherzare su questa situazione. Dopo che avrò parlato con lei, chiamerò la mia amica. Forse chiamerò prima lei. Spero solo che non sia suo figlio a rispondere. "Ciao dolcezza" le dirò. "Sono io."
(Da dove sto chiamando - Raymond Carver)
"Briglia" dico. La sollevo verso la finestra e la guardo alla luce. Solo una vecchia briglia di cuoio scuro. Non me ne intendo molto ma so che una parte entra nella bocca. E’ quella che chiamano il morso. Fatta d’acciaio. Le redini passano sulla testa e poi vengono tenute ai lati del collo con le dita. Il cavaliere tira le redini da una parte o dall’altra e il cavallo si volta. E’ semplice. Il morso è pesante e freddo. Scommetto che si imparerebbe in fretta a doverselo tenere tra i denti. Non appena lo senti tirare, sai che è ora. Sai che stai per andare da qualche parte.
(La briglia - Raymond Carver)
Perché ho fatto questo viaggio in Africa? La spiegazione non è semplice. Le mie cose andavano sempre peggio e a un certo punto erano diventate un viluppo inestricabile.Se ripenso alla mia situazione all’età di cinquantacinque anni, quando comprai il biglietto, vedo solo dolore. I fatti mi si affollano addosso, sì che ne avverto l’oppressione sul petto. Irrompono in fretta disordinata: i miei genitori, le mie mogli, le mie ragazze, la mia fattoria, i miei animali, le mie abitudini, i miei soldi, le mie lezioni di musica, i miei denti, la mia faccia, l’anima mia! Ed io urlo: “No, no, via maledetti, lasciatemi stare!”. Ma non possono lasciarmi stare. Fanno parte di me. Son cose mie. E mi si ammucchiano addosso da ogni parte. E ne viene il caos.
(Il re della pioggia - Saul Bellow)
mercoledì, maggio 23, 2007
Uff che palle - Volontari Cercasi!
Non ho più tempo per scrivere un cavolo su questo blog...quindi ho pensato di cercare qualche collaboratore part-time! Qualcuno di voi, miei gentili lettori, vorrebbe scrivere di tanto in tanto sul mio blog venessiano? Mandatemi un messaggio in mail che vi autorizzo...
venerdì, maggio 04, 2007
Una semplice svolta del Destino
They sat together in the park
As the evening sky grew dark,
She looked at him and he felt a spark tingle to his bones.
'Twas then he felt alone and wished that he'd gone straight
And watched out for a simple twist of fate.
As the evening sky grew dark,
She looked at him and he felt a spark tingle to his bones.
'Twas then he felt alone and wished that he'd gone straight
And watched out for a simple twist of fate.
lunedì, aprile 30, 2007
martedì, aprile 03, 2007
Words, words, words
Sarà anche triste...ma è una delle canzoni che mi toccano di più...E ripenso a "About a boy" di Nick Hornby...
Tears and fears and feeling proud
To say I love you right out loud
Dreams and schemes and circus crowds
I've looked at life that way
But now old friends are acting strange
They shake their heads, they say I've changed
Well something's lost, but something's gained
In living every day
I've looked at life from both sides now
From win and lose and still somehow
It's life's illusions I recall
I really don't know life at all
(Joni Mitchell - Both sides now)
Tears and fears and feeling proud
To say I love you right out loud
Dreams and schemes and circus crowds
I've looked at life that way
But now old friends are acting strange
They shake their heads, they say I've changed
Well something's lost, but something's gained
In living every day
I've looked at life from both sides now
From win and lose and still somehow
It's life's illusions I recall
I really don't know life at all
(Joni Mitchell - Both sides now)
venerdì, marzo 23, 2007
venerdì, marzo 16, 2007
Altrove (sì, ma dove?)
Forse Già lo sai che a volte la follia Sembra l'unica via Per la felicità
Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo lascio che le cose mi portino altrove non importa dove non importa dove
Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo lascio che le cose mi portino altrove non importa dove non importa dove
lunedì, marzo 12, 2007
domenica, marzo 11, 2007
Strange Days
Che strana sensazione accendere la tv su Rai3, "Per un pugno di libri", e vedere una classe di Arzano, il mio paese, concorrere insieme a Fabio Volo portando come libro "Cent' anni di solitudine"...
Strano perchè proprio lì, in quel paese di merda, si spara e si uccide spesso, come a Napoli:
http://italiacile.splinder.com/post/11251215
Strano perchè non me li immagino i ragazzi di Arzano intenti a leggere della famiglia Buendia, quanto piuttosto ad andare in giro sul motorino e a buttare il loro tempo nelle agenzie di scommesse...
Forse qualcosa sta cambiando in meglio e stando lontano non me ne sono accorto?
Oppure questa classe è composta di altri potenziali 20 emigranti che, dopo aver finito gli studi, si accorgeranno della distanza tra lo schifo che li circonda, e il bello su cui hanno aperto gli occhi grazie a Marquez, e se ne andranno via in cerca d'altro...
Strano perchè proprio lì, in quel paese di merda, si spara e si uccide spesso, come a Napoli:
http://italiacile.splinder.com/post/11251215
Strano perchè non me li immagino i ragazzi di Arzano intenti a leggere della famiglia Buendia, quanto piuttosto ad andare in giro sul motorino e a buttare il loro tempo nelle agenzie di scommesse...
Forse qualcosa sta cambiando in meglio e stando lontano non me ne sono accorto?
Oppure questa classe è composta di altri potenziali 20 emigranti che, dopo aver finito gli studi, si accorgeranno della distanza tra lo schifo che li circonda, e il bello su cui hanno aperto gli occhi grazie a Marquez, e se ne andranno via in cerca d'altro...
sabato, marzo 03, 2007
Repetita Iuvant
Mi ripeterò, ma non trovo citazione migliore di questa stasera:
Ogni uomo è un abisso. Vengono le vertigini a guardarci dentro.
La dice Jean Reno ne "La tigre e la neve" di Benigni, e in questo strano sabato per me questa frase acquista tutta la verità e la potenza di cui sono capaci le parole...Un sabato in cui ho avuto il primo giorno di questo corso speciale di cui forse racconterò e forse no, ho conosciuto 20 persone e con loro ho fatto cose impensabili per me con gli "estranei", liberandomi della vergogna e di alcuni (solo alcuni) dei miei limiti...li (le) ho guardati negli occhi, li ho imitati, li ho pesati, sostenuti, ho abbracciato e sono stato abbracciato...Ho dato uno sguardo in quegli abissi e vi ho riconosciuto la stessa profondità del mio...Tutti così uguali eppure diversi e unici...Sono proprio contento...Sì, sono contento anche se è un sabato in cui andrò a letto presto, non andrò più a ballare stasera, e mi è venuta un po' di tristezza per tanti motivi sovrapposti su cui vorrei riflettere stanotte, nei sogni...Nonostante tutto questo, sono contento, c'è una bella luna piena con un grande alone, e la vita vera si avvicina di un passo.
The Fray - How to save a life
http://www.youtube.com/watch?v=BKxnJ5iyC-w
(lui sembra voler imitare Billy Corgan ma lo perdono, mi piace !)
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life
Ogni uomo è un abisso. Vengono le vertigini a guardarci dentro.
La dice Jean Reno ne "La tigre e la neve" di Benigni, e in questo strano sabato per me questa frase acquista tutta la verità e la potenza di cui sono capaci le parole...Un sabato in cui ho avuto il primo giorno di questo corso speciale di cui forse racconterò e forse no, ho conosciuto 20 persone e con loro ho fatto cose impensabili per me con gli "estranei", liberandomi della vergogna e di alcuni (solo alcuni) dei miei limiti...li (le) ho guardati negli occhi, li ho imitati, li ho pesati, sostenuti, ho abbracciato e sono stato abbracciato...Ho dato uno sguardo in quegli abissi e vi ho riconosciuto la stessa profondità del mio...Tutti così uguali eppure diversi e unici...Sono proprio contento...Sì, sono contento anche se è un sabato in cui andrò a letto presto, non andrò più a ballare stasera, e mi è venuta un po' di tristezza per tanti motivi sovrapposti su cui vorrei riflettere stanotte, nei sogni...Nonostante tutto questo, sono contento, c'è una bella luna piena con un grande alone, e la vita vera si avvicina di un passo.
The Fray - How to save a life
http://www.youtube.com/watch?v=BKxnJ5iyC-w
(lui sembra voler imitare Billy Corgan ma lo perdono, mi piace !)
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life
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