martedì, novembre 25, 2008

Gomorra

Dopo averlo visto sull'ennesimo comodino, a casa dell'ennesimo amico settentrionale, ieri mi sono deciso a tirare la testa fuori dalla sabbia e ho comprato il libro.
Mi sentivo male già mentre lo sfogliavo alla cassa: tra racconti di facce sfondate col martello e torture varie, ma chi me lo fa fare? Ridatemi Carver, Pennac, DeLillo...
E invece no: adesso aspetto di trovare la forza di leggerlo e fare i conti con la mia terra.

1 commento:

Marco ha detto...

E' un bello sforzo amico mio! Ho fatto il percorso inverso, prima il libro e poi il film, l'intreccio è diverso ma l'effetto è lo stesso. Credo sia doveroso conoscere quella latente violenza che si cela ad appena 3km da Arzano, casa nostra. In fondo Saviano ha messo in scena la sua rabbia, forse con lo stesso modo con cui un regista descriverebbe la sua città, mi viene in mente ROMA CITTA' APERTA di Fellini. Finire un libro e chiedersi "cosa ci posso fare?" ti mette davanti ai quesiti più angoscianti ma per qunato mi riguarda credo che solo una solida "cultura" possa servire a un cambiamento radicale delle cose, quella cultura che esiste qui in Toscana per esempio, e non parlo di sapere di chi è un quadro o di quanto fa cinque per due, ma semplicemente di mettere in primo piano il rispetto per gli altri. I conti, prima di tutto bisogna regolarli con se stessi! Notte